Altopiano del Montasio

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Sella Nevea, così come l’intero Altopiano del Montasio, appartiene oggi all’estrema porzione orientale del bacino idrografico del Mare Adriatico. Lo spartiacque tra quest’ultimo e il bacino del Mar Nero corre a un solo chilometro da Sella Nevea, verso Tarvisio. Le acque dell’intero comune di Tarvisio, quindi, dopo un percorso di oltre 2.000 km, si riversano nel Mar Nero, via Slizza-Gail-Drava- Danubio (v. geosito Spartiacque di Camporosso).

Il caratteristico Altopiano del Montasio è cinto sul lato settentrionale dalle chiare litologie carbonatiche della Dolomia Principale e, verso Est, del Calcare di Dachstein ( Triassico sup.), mirabilmente esposte nelle immense pareti verticali stratificate. Guardando insieme cielo e pareti calcaree è l’intero Altipiano a muoversi silenzioso, scivolando nell’aria e a ritroso nel tempo. E per muoversi attraverso il tempo basta raccogliere i segni che l’acqua e il ghiaccio hanno lasciato sul territorio.

Sul lato settentrionale, il ripiano si inarca fino a trasformarsi nelle pareti rocciose verticali del Jôf di Montasio, più comunemente noto come Montasio. Sul lato opposto invece, lo stesso ripiano è interrotto da un profondo salto in roccia: 800 m più in basso corre il fondo della Val Raccolana. La parete ripida vista dal fondovalle, dal paese di Piani, non è altro che uno dei due versanti a U della Val Raccolana, residuo dei recenti transiti glaciali würmiani. Resti glaciali sono presenti anche sull’Altopiano del Montasio.

La prima evidenza di questo tipo è data dalla forma a conca di circo glaciale. Un anfiteatro glaciale anomalo rispetto alla classiche morfologie conservate in tutto l’arco alpino. La sensazione che dà a un occhio più esperto è che gli manchi qualcosa. In effetti è come se l’originaria forma a conca, col tempo, fosse stata sventrata e ora appaia monca rispetto al suo sviluppo originario.

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